È stata pubblicata la nuova UNI 11104:2025, il documento che definisce le specificazioni complementari per l’applicazione della EN 206 in Italia. Si tratta di un riferimento fondamentale per progettisti, imprese e produttori di calcestruzzo, perché richiama esigenze specifiche del nostro contesto normativo e operativo, come già previsto dalle NTC 2018.
La norma, approvata il 19 giugno 2025 ed entrata in vigore il 24 luglio, sostituisce la versione 2016 e porta con sé importanti novità, soprattutto in tema di durabilità e sostenibilità ambientale.
Perché è importante la UNI 11104:2025 e quali sono le principali novità
La norma si applica al calcestruzzo utilizzato in strutture gettate in opera, prefabbricate e componenti per edilizia e opere civili. Pur essendo una norma volontaria, è richiamata come riferimento utile dalle NTC, diventando di fatto un punto fermo per chi lavora nel settore.
Uno dei suoi obiettivi principali è assicurare che le prescrizioni europee (EN 206) vengano adattate alle condizioni ambientali e alle esigenze italiane, garantendo maggiore qualità e sicurezza nelle costruzioni.
La UNI 11104:2025 non è una semplice revisione, ma introduce cambiamenti concreti che guardano al futuro:
-Cementi low-carbon – ammessi i nuovi cementi UNI EN 197-5/-6, con procedure di validazione dedicate.
-Rapporto acqua/cemento più severo – per gli ambienti più aggressivi si scende fino a 0,45, con dosaggi minimi tarati su vita utile di 50 anni.
-Aggregati riciclati – nuove percentuali ammesse, fino al 60% in alcune condizioni, con regole distinte per aggregati fini e grossi.
-Classi di esposizione multiple – obbligatorie quando sono presenti diversi agenti aggressivi.
-Appendice D e classi GWPc – per la prima volta il calcestruzzo è classificato anche in base alla sua impronta carbonica, aprendo la strada al calcestruzzo “low-carbon”.
-Campionamenti differenziati – frequenze di controllo più chiare in funzione del tipo di produzione.
-Durabilità equivalente – possibilità di derogare ai limiti prescrittivi dimostrando prestazioni tramite prove specifiche.
Calcestruzzo e sostenibilità
Il cuore innovativo della norma è l’Appendice D, che introduce le classi GWPc: un sistema di misurazione dell’impatto climatico del calcestruzzo, espresso in kg di CO₂ per metro cubo.
Questo permette di inserire criteri ambientali oggettivi già in fase di progetto e nei capitolati, in linea con il Green Public Procurement e i CAM 2024. Il progettista, l’impresa e il produttore parlano finalmente un linguaggio comune quando si tratta di sostenibilità.
Un altro punto centrale riguarda l’uso di aggregati riciclati (RA). La norma conferma i limiti già previsti dalle NTC 2018 e li amplia con nuove specifiche anche per le frazioni fini.
Questo significa maggiore possibilità di utilizzare materiali provenienti da demolizione e recupero, contribuendo alla riduzione dei rifiuti e delle emissioni di CO₂. Naturalmente, restano fondamentali controlli accurati su qualità e prestazioni del calcestruzzo prodotto.
Cosa cambia in pratica?
-Per progettisti e imprese, la UNI 11104:2025 rappresenta:
- più attenzione alla durabilità (rapporti a/c e dosaggi più stringenti),
- maggiore responsabilità nell’uso di materiali innovativi e riciclati,
- una nuova metrica di sostenibilità da integrare nei progetti e nei capitolati.
Non più solo resistenza meccanica, quindi, ma anche costo climatico per metro cubo di calcestruzzo.
La UNI 11104:2025, dunque, segna un passo decisivo verso un’edilizia più responsabile. Oltre a fissare limiti tecnici, introduce criteri di sostenibilità misurabili, che diventeranno sempre più centrali nei lavori pubblici e privati.
La sfida ora è culturale: adottare queste prescrizioni non solo quando si verificano problemi, ma fin dalla fase di progetto. Solo così il calcestruzzo potrà essere davvero più durevole e più sostenibile, contribuendo alla qualità e alla sicurezza delle costruzioni di domani.